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«Parco Tittoni»: reggae, funk-jazz e omaggio ai Radiohead

Pubblicato il 30 luglio 2018 • Cultura , DesioCittà

Un weekend di grande musica: Awa Fall, la voce di riferimento della black music italiana, il mix di funk, jazz e psichedelia dei «Calibro 35» e «Androidi Paranoici», tributo alla band capitanata da Thom Yorke.

Da non perdere, venerdì 3 agosto (dalle 19.30 – 3 euro), il live sul palco di «Parco Tittoni» di Awa Fall, la voce di riferimento della black music italiana. Appena ventenne, nome d'arte di Awa Mirone, nata da mamma bergamasca e papà senegalese, possiede una voce e un carisma da fare invidia a molti artisti più rodati. Nel 2015 pubblica il suo primo album, il disco reggae «Ina dis ya iwa», con cui si esibisce sui principali palchi d’Europa e l’anno dopo inizia la carriera solista e registra il nuovo disco con il producer Bonnot (già produttore di «General Levy», «Inoki», «M1», «Dread Prez» e «Assalti frontali»), anticipato dal singolo «Be the difference». A «Parco Tittoni» si esibirà con con la reggae band dei «Sound Rebels».

Dal reggae al funk-jazz. Il weekend di «Parco Tittoni» prosegue sabato 4 agosto con il live dei «Calibro 35» (dalle 19.30 – 15 euro). Nati nel 2007, i «Calibro 35» hanno iniziato rileggendo le colonne sonore dei «poliziotteschi», i polizieschi all’italiana degli anni Settanta, poi sono passati alla scrittura di brani originali, ma restando legati alle atmosfere noir di film come «Milano Calibro 9» e dei romanzi di Scerbanenco e, nel 2016, con «S.P.A.C.E.», hanno esplorato il mondo della fantascienza con una miscela di funk, jazz e psichedelia. «Decade», l’ultimo album uscito a febbraio, riassume ed evolve ulteriormente il percorso funk della band milanese.

Domenica 5 agosto (dalle 19.30 – ingresso libero) a «Parco Tittoni» arrivano gli «Androidi Paranoici», un omaggio ai «Radiohead» di Fabrizio Pollio e Giuseppe Magnelli, cantante e chitarrista degli «Io?Drama». Gli «Androidi Paranoici» ripercorrono in chiave acustica il repertorio ventennale della band inglese capitanata da Thom Yorke. Un progetto che «non un tributo, ma un gesto di gratitudine», dicono Fabrizio Pollio e Giuseppe Magnelli, per il gruppo di «Ok Computer», l’album dei «Radiohead» pubblicato nel 1997 e considerato una pietra miliare del rock degli anni Novanta.